Cosa sono le apnee ostruttive del sonno

L’OSAS, ovvero la Sindrome dell’Apnee Ostruttive del Sonno, è un disturbo caratterizzato da episodi ripetuti e/o prolungati di completa o parziale ostruzione delle vie aeree superiori durante il sonno, normalmente associata a una riduzione della saturazione di ossigeno nel sangue.

In base alla gravità della problematica ostruttiva, le OSAS possono determinare l’insorgenza di importanti disfunzioni sistemiche, causa di riduzione della qualità della vita.

I segni e i sintomi di OSAS tuttavia non sono sempre chiari e la relativa diagnosi è spesso resa difficile proprio dal fatto che il fenomeno ostruttivo si manifesta durante la notte e non è rintracciabile attraverso analisi comuni.

L’odontoiatra deve avere, nei confronti di tale quadro sindromico, un ruolo importante come “sentinella diagnostica”, provvedendo, lì dove di sua competenza, alla risoluzione del problema.

Cause della sindrome delle apnee ostruttive del sonno

Nel sonno, per la posizione assunta dal corpo ed il rilassamento dei muscoli che mantengono libere le vie aeree, si determina una fisiologica riduzione del calibro delle prime vie respiratorie.
In condizioni normali tale restringimento non impedisce all’aria di entrare e uscire dai polmoni; tuttavia, se si soffre di apnea nel sonno, le vie respiratorie possono rimanere ostruite, in tutto o in parte, per questi motivi:

  • i muscoli del collo e della lingua si rilassano più del normale;
  • la lingua e le tonsille sono troppo grandi (ipertrofiche) rispetto all’ampiezza delle vie respiratorie;
  • il paziente è in sovrappeso, quindi il tessuto adiposo in eccesso può depositarsi nella regione sottomentale e negli spazi retro-faringei (canale dove passa l’aria);
  • predisposizioni anatomiche, come la forma della testa e del collo (struttura ossea) possono causare un fisiologico restringimento delle vie aeree che predispone all’insorgenza di problemi respiratori;
  • il processo dell’invecchiamento compromette la capacità di mantenere in tensione i muscoli del collo durante il sonno (impulsi nervosi non sufficienti) e di conseguenza le vie respiratorie corrono un maggior rischio di collassare.

Le crisi apnoiche hanno inizio durante il sonno profondo (profondo rilassamento muscolare), in genere al passaggio dalla fase del sonno NON REM alla fase di sonno REM.

All’inizio della crisi il paziente russatore (l’apnea notturna ostruttiva è correlata al russamento) diviene improvvisamente “silenzioso”; le vie respiratorie sono bloccate meccanicamente, in tutto o in parte, e i polmoni non ricevono più ossigeno: è in atto una crisi di apnea ostruttiva.

L’abbassamento improvviso del livello di ossigenazione del sangue, fortunatamente, innesca il meccanismo di protezione ad opera dei sensori posti all’interno delle arterie carotidi che inviano un segnale di allarme al cervello, attivando il meccanismo di risveglio.

Il paziente così riprende a respirare, emettendo un forte ed improvviso rumore, e poi si riaddormenta.

In molti soggetti purtroppo le apnee si ripetono a catena durante il sonno e nei casi più gravi, si possono registrare sino a centinaia di crisi per notte, pari ad ore complete di apnea.

Fattori di rischio delle apnee ostruttive del sonno

L’apnea ostruttiva notturna è una patologia che interessa tutte le fasce di età.

In età pediatrica il fattore di rischio più comune è indubbiamente l’ipertrofia di adenoidi e tonsille ed un palato molto stretto. Nella primissima infanzia invece, sporadici casi di apnea notturna possono invece essere in parte legati all’immaturità dei centri nervosi che controllano il respiro.
Negli adulti l’apnea, se non sporadica, assume sempre un carattere patologico.
Fattori di rischio sono:

  • età sopra i 40 anni;
  • sovrappeso;
  • fumo e farmaci;
  • anomalie a livello nasale e/o faringeo;
  • patologia da reflusso gastro-esofageo.

Sintomi delle apnee ostruttive del sonno

I sintomi notturni che caratterizzano l’OSAS sono: russamento abituale, pause respiratorie nel sonno (in genere riferite dal partner), risvegli con sensazione di soffocamento, sonno notturno agitato con sudorazione eccessiva e bocca secca al risveglio.

In genere non ci si rende conto di avere problemi di respirazione perché non si ha memoria delle proprie crisi di apnea notturna ; il cervello non registra i micro-risvegli che si verificano al termine delle crisi apnoiche e spesso sono i famigliari o il partner a segnalare il problema.

Un’importante spia di allarme è il senso di stanchezza costante del paziente, che riferisce di addormentarsi con facilità in luoghi inusuali ( sul posto di lavoro o sull’autobus o persino alla guida:”colpo di sonno”).

Anche se non si soffre di sonnolenza diurna, è opportuno parlare con il medico se si sospetta di avere problemi di respirazione durante il sonno.

Diagnosi e trattamento delle apnee ostruttive del sonno

La diagnosi viene posta in base all’anamnesi ed ai risultati del test di POLISONNOGRAFIA, un monitoraggio computerizzato del sonno durante la notte: si considera patologico un adulto con 5 OSAS in 1 ora, e un bambino con anche 1 sola manifestazione in 1 ora.

Gli odontoiatri hanno la possibilità di intercettare precocemente i segni e sintomi dell’OSAS e di valutare se sono presenti le indicazioni per sottoporre il paziente al trattamento con specifici dispositivi orali (Oral Appliances, OA).
Tali dispositivi aumentano la dimensione verticale dell’occlusione e spostano contemporaneamente in avanti la mandibola: in questo modo si impedisce il collasso dei tessuti molli e si preserva la pervietà delle vie aeree.
E’ altrettanto importante che l’odontoiatra conosca e condivida con il paziente i diversi approcci terapeutici all’OSAS, come la terapia medica-farmacologica, l’impiego della somministrazione chirurgica dei tessuti orofaringei o di riposizionamento delle ossa mascellari.

Nello studio dentistico Maggio si effettua il test della polisonnografia teso a diagnosticare la sindrome delle Apnee Ostruttive del sonno.

 

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